
Il 16 marzo del 1978, col rapimento di Aldo Moro, la democrazia italiana subì un attacco tra i più gravi della sua storia.
Trentadue anni fa il rapimento di Aldo Moro e la strage della sua scorta
Era il 16 marzo del 1978 quando venne rapito Aldo Moro e trucidata la sua scorta di cinque agenti. Oggi, in occasione del 32° anniversario, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una corona di fiori in via Mario Fani nel 32°, luogo del sequestro dell'allora presidente della Democrazia Cristiana.La sfida allo Stato delle BR - Quel giorno, sparando con armi automatiche, i terroristi uccisero i due carabinieri a bordo dell'auto di Moro (Domenico Ricci e Oreste Leonardi) e i tre poliziotti sull'auto di scorta (Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi). Dopo una prigionia di 55 giorni durante la quale venne sottoposto ad un processo politico e venne chiesto invano uno scambio di prigionieri con lo stato italiano, il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato il 9 maggio nel cofano bagagli di una Renault 4 sempre a Roma, in via Caetani.Chiti: la sua memoria per superare divisioni di oggi - "Il 16 marzo del 1978, col rapimento di Aldo Moro e il massacro della sua scorta, la democrazia italiana subì un attacco tra i più gravi della sua storia. I terroristi delle Brigate Rosse con la violenza e la strage operarono contro il popolo italiano e la nostra democrazia, in una fase difficile e delicata caratterizzata a livello politico dalla esperienza dei governi di solidarietà nazionale". Così il vice presidente del Senato, Vannino Chiti ha ricordato la figura di Aldo Moro. "L'Italia - ha aggiunto Chiti - senza Aldo Moro non fu più la stessa e il passaggio all'alternanza nel governo del Paese conobbe altri percorsi, non più guidati dalle forze politiche che avevano vinto il fascismo e costruito la Repubblica".

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